In un mese, da metà settembre a metà ottobre 2017, sono aumentati di 309 unità i contratti aziendali e territoriali che prevedono misure di welfare aziendale. È un boom fotografato dal Ministero del Lavoro, che tiene il polso della situazione grazie all’attivazione del deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali.

«Dei 13687 contratti attivi, 10758 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 7828 di redditività, 6491 di qualità, mentre 1830 prevedono un piano di partecipazione e 4333 prevedono misure di welfare aziendale» si legge nella nota del Ministero. Nel dettaglio, 11143 dichiarazioni sono riferite a contratti aziendali e 2544 a contratti territoriali.

È interessante notare l’andamento nel tempo di quest’ultimo aspetto: nella precedente rilevazione, a settembre 2017, erano 4024 gli accordi che prevedevano misure come l’assistenza alla previdenza complementare, il tempo libero e l’istruzione dei figli. In un mese sono già 309 in più.

La distribuzione territoriale

Lombardia (3993), Emilia Romagna (2441), Veneto (1516) e Piemonte (1294) sono le regioni con il maggior numero di contratti di secondo livello, fra aziendali e territoriali (in quest’ultima tipologia è l’Emilia Romagna a prevalere con 810 contratti attivi).

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