La “favola” del Chievo riparte dalla serie C

La “favola” del Chievo riparte dalla serie C

Il TAR del Lazio, in composizione monocratica, con sentenza del 3.8.2021 ha respinto il ricorso cautelare dell’A.C. Chievo Verona proposto dalla società del presidente Campedelli contro la decisione del Collegio di Garanzia del C.O.N.I. che aveva confermato l’esclusione del Chievo dall’iscrizione al campionato di serie B.

Le ragioni dell’esclusione risiedevano nell’inadempimento di debiti fiscali il cui tempestivo pagamento costituisce condizione necessaria per l’iscrizione al campionato.

Come si legge nella sentenza: “va condivisa l’adozione di un’interpretazione rigorosa delle pertinenti previsioni del Manuale delle Licenze in ordine alla perentorietà del termine del 28 giugno 2021 e alla necessità che a tale data risultassero pienamente assolti gli obblighi tributari in questione: si tratta infatti di una disciplina basata su un criterio di certezza finalizzato a garantire il perseguimento delle esigenze di tempestiva ed efficiente organizzazione delle competizioni unitamente alla par condicio dei partecipanti alle stesse”.

In particolare, il TAR ha rilevato come “alla data del 28 giugno 2021 la posizione della società ricorrente non era fiscalmente regolare a motivo dell’intervenuta decadenza dalla rateizzazione pregressa di un debito che era da considerarsi esistente anche anteriormente agli sviluppi della fase esecutiva, nonché dell’assenza di un nuovo atto di rateizzazione formalmente perfezionato, non essendo sufficiente a tal fine una semplice istanza, secondo le formali previsioni del Manuale interpretate alla stregua dei predetti criteri”.

Nessuno “sconto” quindi nei confronti del Chievo che si è trovato nelle condizioni di non poter far fronte tempestivamente ai propri obblighi tributari.

Neppure sono state considerate le ragioni addotte dalla società ricorrente in ordine alla situazione emergenziale che ha colpito inevitabilmente (anche) il mondo del calcio.

Sul punto il giudice amministrativo ha, infatti, così motivato: “dal punto di vista dell’ordinamento sportivo detta situazione va considerata nella sua oggettività e attualità al momento della scadenza del termine perentorio, a nulla rilevando la prospettazione di elementi attinenti alla normativa emergenziale e comunque a un’ulteriore futura rateizzazione in fase esecutiva”

Occorrerà adesso attendere l’esito dell’udienza collegiale per sapere se il Chievo dovrà definitivamente ricominciare la sua “favola” dalla serie C oppure se potrà ritornare a competere nel calcio professionistico.

Avv. Abramo Abrami

Data di pubblicazione

20 Settembre 21

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